09.02.2007
Giandebiaggi & Mora progettano una “nuova casa” per le idee del Gruppo Loccioni
Presto la realizzazione di nuovi atelièr tecnologici della holding marchigiana
E’ stato approvato dalla Conferenza dei Servizi il progetto coordinato dallo studio Architetti Associati Giandebiaggi & Mora di Parma per l’ampliamento della sede del Gruppo Loccioni. La holding, che ha sede ad Angeli di Rosora, in provincia di Ancona, ha acquistato un’ampia porzione di terreno limitrofa alla sede storica, nella quale sorgeranno nuovi edifici destinati ad ospitare le imprese “incubate” all’interno della Loccioni.
Grazie al sodalizio con gli architetti Giandebiaggi & Mora il patrimonio valoriale della holding marchigiana, giudicata da sei anni consecutivi tra i 35 migliori ambienti di lavoro in Italia, troverà una traduzione sul piano architettonico e paesaggistico. Gli architetti parmigiani, coadiuvati dall’ Ing. Giovanni Poillucci, cordinatore del procedimento urbanistico, dal Geometra Giorgio Genangeli, e dal Prof. Federico M. Bufera, professore di Fisica Tecnica Ambientale al Politecnico di Milano, ottenuta l’approvazione del Comune e della Provincia di Ancona, della Soprintendenza per i beni architettonici di Ancona e degli altri Enti interessati, sono già partiti con la stesura dei progetti architettonici dei nuovi edifici e prevedono di ultimare il primo stralcio dei lavori per la fine del 2007.
Le soluzioni proposte consentiranno al Gruppo di espandersi in un contesto geografico “tradizionalmente rurale”, superando i vincoli infrastrutturali e ambientali che rendevano il terreno inadatto ad ospitare uno stabilimento industriale. Ma in realtà alla base del progetto vi è un obiettivo ancora più ambizioso, come spiega il prof. Paolo Giandebiaggi, ordinario della Facoltà di Architettura dell’Università di Parma e coordinatore del progetto architettonico: “Il nostro intento non è soltanto quello di permettere alla Loccioni di espandersi mantenendo il proprio radicamento nel luogo dove si trova la sede storica, fondata più di 35 anni fa da Enrico Loccioni, bensì di trasformare i vincoli in opportunità. Tale ambizione deriva dalla particolarità di quest’impresa, la cui vocazione è anzitutto quella di creare un ambiente favorevole per lo sviluppo delle idee più che dei prodotti, mettendo a disposizione dei collaboratori laboratori piuttosto che officine, in cui non esiste una netta separazione tra chi pensa e chi agisce. In altre parole, nel progettare i nuovi ambienti abbiamo fatto nostra la loro mission: integrare idee, persone, tecnologie, per dare anima e valori all'impresa”.
Il nuovo insediamento, che interesserà un’area di più di 35.720 m2, sarà quanto di più distante dal tipico stabilimento industriale, sia dal punto di vista dell’impatto sul paesaggio che della qualità della vita di coloro che lo “abiteranno”. L’intervento prevede l’edificazione di un edificio direzionale raccordato con un chiostro aperto a tre rustici che verranno ristrutturati e dove troveranno posto degli spazi per la socializzazione e per la formazione, altra importante attività che si svolge all’interno dell’impresa. Saranno inoltre edificati tre nuovi stabili, caratterizzati dalla flessibilità e dalla possibilità di rimodulare gli spazi a seconda delle diverse imprese incubate. Questa esigenza deriva dal fatto che il Gruppo Loccioni è una “sartoria tecnologica”, sviluppa soluzioni su misura a forte know how tecnico e di innovazione integrando tecnologie acquisite tramite collaborazioni con Università e Centri di Ricerca e trasferendole poi nei processi produttivi e comunicativi di industria e servizi.
Tutti gli edifici saranno caratterizzati da una “contaminazione” tra interno ed esterno, tra “luogo della produzione” e “luogo del benessere”. I collaboratori e gli ospiti avranno l’impressione di trovarsi in un quartiere di tipo residenziale, in cui gli edifici sono debitamente separati e distanziati dalla strada e gli sguardi che vanno dall’interno verso l’esterno vengono catturati dal dominio degli spazi verdi, della luce e dell’acqua. Lo stessa separazione tra interni ed esterni verrà attutita dalla disposizione dei laboratori, che si affacceranno ad quadratum su vere e proprie “piazze”, luoghi deputati al dibattito tecnico degli operatori e per la formazione dei nuovi progetti, quindi dalla presenza di spazi verdi anche all’interno dei locali.
Un ruolo importante avranno anche le risorse idriche presenti negli spazi acquistati dall’azienda: se da un lato, creando degli specchi d’acqua in cui vegetazione e animali umanizzeranno tali aree, si punterà a rendere il paesaggio più ameno e rilassante, l’acqua verrà utilizzata anche come fonte per la produzione di parte dell’energia necessaria per alimentare la produzione. Per assicurare una maggiore sostenibilità ambientale è previsto infine l’utilizzo di soluzioni alternative per la produzione dell’energia e criteri a basso consumo, applicando così all’interno dell’impresa stessa le soluzioni che essa propone ai propri clienti e partner.
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