17.10.2007
La rinascita del teatro tra storia e contemporaneità
Gli Architetti Associati Giandebiaggi & Mora trasformano un gruppo di edifici nella sede del centro di formazione italiano del Teatro dei Sensi
E’ opera di uno studio parmigiano, quello degli architetti Paolo Giandebiaggi e Gianluca Mora, il primo centro di formazione permanente italiano del Teatro de los Sentidos fondato da Enrique Vargas a Barcellona, in corso di realizzazione a Pistoia. La nuova sede dell’associazione Teatro Studio Blu - centro culturale “Il Funaro” sarà inaugurata all’inizio del 2009 proprio con uno spettacolo del regista colombiano Vargas.
Il centro stabile per la formazione e la ricerca teatrale, che vanta la consulenza artistica del produttore Andres Neumann, sarà allestito in un’area del centro storico, in un grande edificio che dalla sua costruzione, nella seconda metà dell’800, ha sempre ospitato esercizi artigiani.
Al progetto di restauro ha partecipato Jean-Guy Lecat, da trent'anni tra i massimi esperti mondiali nell'allestimento di spazi teatrali, oltre che storico collaboratore del grande regista e interprete inglese Peter Brook.
Gli 11 insegnanti e gli oltre 150 iscritti all'associazione disporranno di due ampie sale dedicate all'attività dei laboratori, di cui una, la più grande, adibita anche all'allestimento di piccole rappresentazioni aperte al pubblico, una biblioteca con zona lettura destinata alla raccolta dei materiali (audio, video, libri) per l'approfondimento della cultura teatrale, e una piccola caffetteria, oltre a strutture accessibili ai disabili.
Vi sarà anche una foresteria con tre camere e 10 posti letto, per accogliere gli artisti in visita. Il centro stabile “Il Funaro” aderirà infine a due importanti reti internazionali di comunicazione dedicate al palcoscenico: Transeurope Halles, network di attività teatrali nate in edifici ex industriali o artigiani, ed Art Factories.
Grazie all’apporto di Lecat, di Vargas e di Mora, che ha svolto anche un importante compito di mediazione tra visioni a volte discordanti, il recupero di questo edificio, che fino a ieri si affacciava sulla strada con l'andamento tipico dei capannoni, vecchi portoni di legno, un cancello che cela un cortile abbandonato, non ha preso in considerazione solo le strutture architettoniche ma anche le radici e l’immaginario di un luogo che vive già da un secolo.
Se la prima fase è stata dedicata alle ricerche storiche, ad ascoltare le persone del quartiere, a fotografare tutti i particolari e gli oggetti all’interno dei capannoni per non perdere la memoria di ciò che fu è poi arrivato il momento di trasformare lo spazio per adattarlo alle proprie esigenze, ricercando il giusto equilibrio tra poesia e metamorfosi.
“Il tutto è nato”, racconta Gianluca Mora, “da un incontro avvenuto nel novembre del 2005 con il gruppo de Il Funaro ed Enrique Vargas. Si è trattato di un vero e proprio seminario, estremamente suggestivo, realizzato in parte presso la sede dell’associazione e in parte all’interno delle mura fatiscenti da cui avrebbe preso vita il nuovo progetto. Ci siamo incontrati nella futura sede di quello che sarà non solo un teatro ma una scuola di formazione in diverse ore del giorno, per vedere come lo spazio cambiava al mutare dell’illuminazione e quindi per interpretare al meglio le esigenze della committenza. Nel progetto elaborato tali esigenze non si traducono solo nella creazione di un contenitore, siamo andati oltre il concetto di funzione per addentrarci nell’ardua impresa di rendere visibile l’invisibile, operazione in cui Vargas è un vero maestro”.
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